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Sci di fondo

Attività

SCI DI FONDO NEL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI







CIASPOLE NEL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI


Il modo migliore per spostarsi nella "foresta di neve".

Le racchette da neve (o ciaspole) sono uno strumento che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca poiché aumenta la superficie calpestata e quindi anche il 'galleggiamento'. Inizialmente erano fatte di corda intrecciata e legno, oggi sono per lo più di plastica o di materiale simile. Il nome "ciaspole" è un termine del dialetto noneso (val di Non); è entrato nel linguaggio comune dopo il successo de "La Ciaspolada". La prima edizione ha avuto luogo a Tret, frazione di Fondo (val di Non), con partenza ed arrivo in località Plazze.



Da Wikipedia


CIASPOLATA ALL'EREMO DI CAMALDOLI



Una delle più belle escursioni nelle Foreste Casentinesi (Calla-Camaldoli ) con circa 10 km di sentiero e piste forestali quasi interamente su crinale .

Il Passo della Calla, con i suoi 1296 m s.l.m., è il più alto valico stradale dell'Appennino tosco-romagnolo e spartiacque fra le valli del Bidente e dell' Arno (Casentino).
Il valico stradale del Passo della Calla fu aperto solo negli anni 30 del XX secolo, anticamente le uniche vie che consentivano di valicare l'Appennino in questa zona erano costituite da mulattiere e stradelli di smacchio al servizio delle foreste di Campigna. Questi stradelli, detti anche "le vie dei legni" servivano per trasportare il pregiato legname in Casentino, dove veniva "fiumato" in direzione di Firenze.
Questo itinerario percorre un lungo tratto dello spartiacque appenninico. Passeremo per la sorgente del Porcareccio, Poggio Scali (a 1520 mt) e l’Eremo di Camaldoli, attraversando la foresta di Abete bianco legata alla secolare attività dei monaci camaldolesi ed a luoghi di interesse storico e archeologico.
Alcuni punti panoramici si alternano ad una densa foresta, tra questi la cima di Poggio Scali, consente una vista a 360° sul territorio e quindi anche sui due versanti del Parco, arrivando, visibilità permettendo a vedere il mare Adriatico.
Il sentiero sfiora il confine della Riserva Integrale di Sasso Fratino, che è la più vecchia riserva integrale d'Italia (1959) la quale conserva le più belle e ricche foreste di tutta Europa.


Il percorso è quasi interamente sul crinale, con un susseguirsi di piacevoli sali e scendi. Il dislivello è di circa 224 mt in salita e di 420 mt in discesa. Non presenta particolari difficoltà se non quella dell’utilizzo delle ciaspole su probabile neve fresca.
Si raggiunge il Passo della Calla , da qui si prende il sentiero 00 GEA che parte in prossimità della carreggiata nei pressi di un fabbricato diroccato.
Si supera una catena che chiude l'accesso ai veicoli e si inizia subito in lieve salita, su pista larga a fondo naturale.
Ci immergiamo fin da subito all'interno della folta faggeta che ricopre i fianchi della montagna.
Il tracciato inizia a prendere quota, con una tranquilla salita da affrontare con serenità.
in meno di 1 km si raggiunge un tratto aperto e pianeggiante. Pian Carbonaie (quota 1397)
Da questo punto non sarà più possibile lasciare il sentiero in quanto si snoda per un lungo tratto in mezzo a due riserve integrali protette. Alla nostra sinistra la riserva integrale di Sassofratino, ed alla nostra destra la riserva Biogenetica di Scodella. In entrambe è assolutamente vietato entrare.
Da qui si rientra nel bosco, per affrontare un'ulteriore ascesa di circa 1 Km fino alla prossima area prativa. Il Poggione (mt. 1424)
Il tratto più difficile è ormai superato, si procede ora velocemente su falsopiano, per facile e largo sentiero, sempre a fondo naturale, con quota che per il prossimo chilometro oscilla fra i 1400 ed i 1420 metri.
Si giunge a poggio Pian Tombesi ( mt. 1465). Si prosegue mantenendosi in piano fino a raggiungere la prossima salita che giunge fino a quota 1504.
Nelle giornate serene si può tranquillamente scorgere il mare Adriatico.
In primo piano davanti a noi la piana di Casanova dell'Alpe, e più a sinistra un ramo del lago di Ridracoli.
Stupefacente panorama sull'intera catena dei controcrinali Forlivesi.
Riprendiamo il percorso ed in circa 50 metri ci troviamo ai piedi di Poggio Scali (mt. 1520)
Giungiamo ad una radura con al centro una maestà intitolata alla Madonna del fuoco, l'iscrizione sulla lapide recita:
"La Madonna del Fuoco torna oggi in questi luoghi donde discese col maestro Lombardino per benedire la montagna dei Forlivesi – che in città la venerano da cinque secoli ed i passanti che qui la onorano- il CAI di Forlì nel cinquantesimo della fondazione 11 settembre 1977 "
Un breve sentiero in forte salita alle spalle della maestà ci conduce sulla sommità di Poggio Scali, punto panoramico per eccellenza dell'intera dorsale preappeninica.
Si riparte su sentiero che prosegue sempre in prossimità dello spartiacque, con dolci saliscendi per circa 1 km.
Inizia poi una discreta discesa che brevemente ci porta al passo Porcareccio (mt. 1453)
Da qui si diparte la deviazione per Volta all'Acero e Ama – sentiero CAI 78.
Un cartello indica la distanza percorsa da Passo Calla – Km 5,400
Ci attende ora una discesa che con una serie di larghi tornanti ci porta prima ad una piccola radura nei pressi della Fonte del Porcareccio (acqua non controllata) e successivamente al valico della Scossa – mt. 1331 (Km 6,600 dalla partenza).
Il valico è attraversato da una pista forestale (da ignorare) seguendola verso destra in circa 50 metri si può raggiungere la fonte denominata "le tre fonti".
Noi manteniamo la direzione principale e puntiamo decisamente verso l'antistante Giogo Seccheta (mt. 1383) che raggiungiamo in circa 800 metri di facile salita.
Si esce in un lungo ed ampio prato contornato da una bassa faggeta, ed al termine incontriamo il bivio per "la via dei legni", via di esbosco anticamente utilizzata in inverno per portare a valle il legname.
Una lunga e ripida discesa, in alcuni punti con tornanti ci porta nei pressi di prato Bertone, ed al primo bivio per Camaldoli (deviazione segnalata sulla destra).
Resta ora l'ultimo piacevole tratto, sempre immersi nella rada faggeta, che in dolce saliscendi ci conduce al Gioghetto mt. 1239, importante quadrivio di questo lungo percorso di crinale.
Ci restano quindi solo gli ultimi 700 metri anche questi leggermente ondulati per giungere prima a Prato alla Penna mt. 1248 e quindi, con il sentiero 74, alla nostra destinazione Sacro Eremo di Camaldoli 1100 mt slm

Bibliografia:
Tratto da http://www.caiarezzo.it/


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